Lezione 5
Il catalizzatore

 

Due modelli a confronto: Rinascimentale-Moderno

Rinascimentale

-programma aulico

-costruzione continua

-città disegno chiuso

-comunicazione figurativa

-concetto base tipologia

-catalizzatore prospettiva centrale

Moderno/industriale

-programma rivoluzionario (centro della crisi)

-costruzione discontinua

-città aperta

-comunicazione analitica, frammentata, astratta

-modus operandi funzione

-catalizzatore trasparenza


Il definitivo passaggio dal modello Rinascimentale al modello del mondo industriale, in realtà, non avviene in maniera così netta e veloce, anzi arriva piuttosto in ritardo rispetto a quelli che erano stati i passi avanti compiuti nella ricerca artistica che già da tempo si era posta il problema della crisi e del modo di dare una risposta a tale situazione della realtà. I tentativi più importanti in questo senso erano stati lanciati dalla scuola degli impressionisti. Il punto di partenza di questo gruppo di artisti era la resa della realtà, non di una scelta, non di una parte più significativa di altre. "Poiché noi viviamo in mezzo alla realtà, poiché stabiliamo con essa un contatto quotidiano, attraverso il quale la conosciamo e la giudichiamo, ogni suo aspetto, anche quello apparentemente più banale, fa parte di noi stessi ed è quindi passibile di essere dipinto" sostenevano gli impressionisti che rendevano la realtà come la vedevano e non si limitavano a rappresentare la realtà naturale, ma la comprendevano tutta, anche quella umana e cittadina. Sebbene gli impressionisti siano esponenti dell' età positivista, che si pone come scopo lo studio dei fenomeni naturali, essi sentono l'impossibilità di ridurre il loro studio ad una osservazione statica della realtà obbediente alle sole regole scientifiche senza per questo intervenire e cercare di dare loro una interpretazione. In questo ambito di ricerca sicuramente importante è l'opera di Renoir ma ancor più lo sono i risultati di Cézanne. Cézanne, pur inserendosi nella scia di ricerca impressionista, arriva a delle conclusioni ancora più sorprendenti e interessanti con un grado di analiticità e di studio della realtà spinti al limite. Cézanne afferma: " bisogna trattare la natura per mezzo del cilindro, della sfera, del cono, il tutto messo in prospettiva" e "la nostra arte deve comunicare il brivido della sua durata". L'arte come rappresentazione della realtà e della natura per come sono: irregolari e in cambiamento. Per comprendere il rigore stilistico nell'approccio di Cézanne si può osservare ad esempio "I giocatori di carte". Le ricerche degli impressionisti saranno molto importanti per tutto il '900 e porteranno allo sviluppo del cubismo e di altre forme artistiche.

In Cézanne, come in tutti gli impressionisti del resto, il tema non è che uno dei tanti che la realtà offre al nostro occhio e la nostra coscienza, non è che uno spunto che deve essere superato nella coerenza del linguaggio con cui lo si esprime. Il rigore stilistico è infatti assoluto. I due giocatori, seduti ai lati di un tavolino, sono coordinati l'uno all'altro mediante la convergenza delle mani verso il centro, indicato dalla bottiglia di vino, in un rapporto reciproco di forme; quello di sinistra, comodamente appoggiato allo schienale della sedia, in attesa del gioco del collega, è più geometrizzato: busto, braccia cappello, sono volumi; più mosso l'altro, nell'atteggiamento, nella camicia , nel vestito, nel cappellaccio, perché colto nella decisione che precede la scelta della carta da gettare sul tavolo. Ambedue sono costruiti con solidità, come il tavolo, come la stoffa che lo ricopre, come gli altri elementi scenici, mediante le larghe zone di colore. Tutto è colorato, tutto è equilibrio, così da raggiungere la calma sovrana di che è riuscito a dominare con la forza della ragione l'accavallarsi delle sensazioni.( P. Adorno)

Il discorso in architettura procede con premesse abbastanza simili anche se ci vorranno 120 anni dall'inizio della rivoluzione industriale prima che l'architettura si interroghi, cercando delle risposte, sui cambiamenti del mondo e su come questi potessero influire sulla ricerca architettonica. Una crisi da affrontare imponeva anche il ribaltamento di un modello, quello rinascimentale, ormai non più adeguato e l'assunzione di sei nuove categorie. Come nell'arte, l'impressionismo si era fatto portavoce di una situazione di crisi cui dare delle risposte, in architettura l'emblema dell' evoluzione è la Bauhaus. Analizzando ognuno dei sei punti del modello si ha:

1>>>PROGRAMMA: innovativo e rivoluzionario; si propone di unire gli aspetti più propriamente pratici e tecnici alle espressioni più artistiche del lavoro: una specie di scuola di belle arti fusa con una scuola professionale. Il collegamento fra INDUSTRIA-ARTE-ARCHITETTURA, nel 1918, quando W. Gropius assume la guida della scuola, non è ancora molto chiaro anche perché alla Bauhaus vengono invitati ad insegnare personalità molto forti e per questo, a volte, anche in contrasto fra di loro.
Lo spirito del programma si concretizza con l'entrata con forza nella crisi, con l'idea di una scuola-laboratorio che affida molte risorse alla ricerca. Il programma concettuale, innovativo e complesso, trova una trasposizione fedele anche nell'edificio stesso di Dessau (seconda sede della Bauhaus, la prima a Weimar) che combina diverse funzioni: le aule, i laboratori, i dormitori per una specie di grande comunità organizzata.
2>>>COSTRUZIONE: ovviamente discontinua anche per la complessità delle funzioni che doveva contenere. La costruzione si lega poi ad una serie di importanti avvenimenti e necessità contingenti: la necessità di occupare poco spazio; le ricerche in campo architettonico compiute da Le Corbusier e l'utilizzo del cemento armato (brevettato 1847) del quale oltre che comprenderne le modalità di applicazione bisognava comprenderne anche una estetica che collegasse, secondo una visione organica, struttura e paramenti.
3>>>COMUNICAZIONE: i valori dell'analiticità e della frammentarietà, già diffusisi in campo artistico, portano ad un livello di comunicazione astratta.
4>>>MODUS OPERANDI: alla base del nuovo modo di ragionare c'è la funzione, le proprie dimensioni e le importanti relazioni fra le funzioni. Il tutto messo insieme fino a raggiungere una logica accettabile.
5>>>CITTA': mentre nel Rinascimento questa era un'isola di civilizzazione ancora da esplorare, nell'era industriale la città si configura in continua espansione perché si è spinti dalla positiva visione del futuro. La città è suddivisa secondo la logica che porta alla creazione di un edificio: individuazione di aree omogenee che creano aree di sistema che poi devono essere rapportate fra loro. L' edificio della Bauhaus ne è una metafora, il sistema delle strade viene svincolato dal costruito proprio come nell'edificio di Dessau. (volume-ponte sulla strada).
6>>>CATALIZZATORE: nel Rinascimento il catalizzatore era la prospettiva che forniva una visione d'insieme dell'edificio, nel mondo moderno tale visione unitaria non può esistere perché la costruzione è discontinua e dettata dalle funzioni. L'edificio di Dessau si serve di tecniche, come l'utilizzo del ferro e del vetro ormai comuni dopo la rivoluzione industriale, ma lo fa in maniera nuova. Un ruolo primario assume la Trasparenza: le strutture sono rese il più possibile sottili per non intralciare le lunghe pareti vetrate; agli angoli le vetrate non hanno una struttura rigida. Il tutto è studiato per favorire la penetrazione della luce (importanza della funzione), soprattutto nei locali di lavoro, ma si carica di un valore aggiunto: una visione poetica dello spazio ma al tempo stesso oggettiva perché in un mondo come quello industriale nulla deve essere nascosto e ci deve essere un continuo scambio biunivoco tra ambiente interno ed esterno.

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