Lezione 9
Vettori e Layer

 

1. Leonardo 2.
Secondo fondamentale quesito. Come faccio a trasmettere un disegno a distanza se sono ai tempi di Leonardo? E cioè senza fax, elettricità o mezzi fisici (cioè inviandolo manualmente). Come faccio cioè effettivamente a "trasmetterlo" se voglio trovare un sistema efficiente, più rapido, meno scemo del precedente.? Come si risponde a questa domanda?
Ecco un modo.
Punto=
0; pen 0.000 0.000 0.000
1; point -182.000 188.000 0.000
2; return 0.000 0.000 0.000


Rettangolo=
0; pen 0.000 0.000 0.000
1; fill 65535.000 65535.000 65535.000
2; normal 0.000 0.000 1.000
3; polygon -406.000 254.000 0.000
4; polygon -406.000 64.000 0.000
5; polygon -252.000 64.000 0.000
6; polygon -252.000 254.000 0.000
7; return 0.000 0.000 0.000

Per la risoluzione del quesito Leonardo 2 ci si serve di un metodo più intelligente rispetto al metodo delle immagini raster che utilizzavano i bit. Si introduce il concetto importante di entità: punto, linea, rettangolo, poligono ;si fornisce l'indicazione del punto d'inizio e di quello di fine specificando l'entità cui ci stiamo riferendo. L'entità rappresenta un notevole passo in avanti perché ci svincola dallo schermo e dalle sue dimensioni, in più, abbiamo la possibilità di scalare l'oggetto in questione e di definirlo, dargli un valore semantico aggiunto tramite l'utilizzo dei livelli. Un poligono potrà essere considerato come unica entità e nominato su un livello o anche costituito da linee e per questo regresso ad un livello di entità minore; così facendo sarà possibile modificare ogni linea mentre nel caso del poligono come entità le trasformazioni avvengono sull'intero poligono. La logica vettoriale oltre a favorire un più alto grado di possibilità nel realizzare e manipolare un disegno , ha fortemente condizionato anche la logica progettuale. Gli anni '80, le ricerche di architetti come Eisenman, Tschumi, Koolhaas e, in particolare , il progetto per il parco La Villette a Parigi hanno consentito una certa diffusione di questo approccio interpretativo-progettuale dell'architettura. Questa nuova logica progettuale si presta soprattutto per progetti a scala urbana; perché consente, con una notevole libertà di progettazione, di stratificare livelli sempre più complessi del sistema di progetto. Emblema di tale filone progettuale sono alcuni progetti di Eisenman e in particolare, il, già citato, parco La Villette di Tschumi (progetto vincitore) e di Koolhaas.

Oltre all'interessante esempio di Parigi si possono citare molti altri esempi che sfruttano la logica del Layer come esempio di stratificazione dal basso. Particolarmente emblematici sono alcuni progetti a scala urbana realizzati o in fase di realizzazione in Olanda. Da citare sono i quartieri Java, Borneo, IJburg di Amsterdam. L'idea dell'affioramento e della stratificazione dal basso è la linea guida di tali progetti. La metafora dell'affioramento e successiva stratificazione di queste nuove aree urbane, trova rappresentazione nel fatto che tali aree sorgono su isole artificiali affiorate da bacini d'acqua alle quali si aggiungono livelli successivi. L'importanza dei livelli non consiste solo in rigore formale o in una linea progettuale diffusa ma spesso rappresenta la risposta a domande di verde, abitazioni, percorsi e interessi economici che non possono essere sottovalutati in una fase progettuale e ,che tanto meno, possono essere chiusi in un semplice "livello disegnato". Il layer di progetto si carica, quindi, di un significato semantico aggiunto che è molto importante e che rappresenta una strategia per le previsioni del diverso sviluppo che un'area urbana può subire nel tempo, favorendo in questo modo un maggior grado di libertà. La linea progettuale che prevede la stratificazione è strettamente legata all'era informatica non solo per una semplicistica somiglianza di processo. Il superamento del modello industriale ha portato, molte aree destinate precedentemente alla produzione, ad un livello di degrado tale da presentare una forte necessità di rivalutazione e riutilizzo in conformità con le prospettive di sviluppo futuro.

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